La scelta dei calibri per la caccia al cinghiale è uno degli argomenti principali quando si parla del re della macchia…

Quali sono i migliori calibri per la caccia al cinghiale? Ogni cacciatore avrà sentito tantissime volte questa domanda e altrettante volte l’avrà fatta, soprattutto quando da giovane alle prime armi si affacciava al meraviglioso mondo della caccia.

Anche perché si sa, buona parte della passione venatoria consiste nel condividerne i racconti, i consigli e le esperienze, magari attorno a un tavolo con una buona cena a base di selvaggina.

Quel che è certo, è che le emozioni di una giornata di caccia al cinghiale non se ne vanno una volta tornati a casa, ma accompagnano i ricordi di ogni cacciatore.

Selvatico molto diffuso in tutta la penisola, il Sus scrofa si può cacciare con svariate tecniche venatorie e scegliere i calibri per la caccia al cinghiale più idonei è certamente il primo passo da fare per avvicinarsi a questa attività.

Per la battuta di caccia al cinghiale si possono usare fucili semiautomatici o sovrapposti slug in calibro 12 per la canna liscia e carabine semiautomatiche o, più raramente, a ripetizione manuale per l’anima rigata.

Tra i fucili in calibro 12 per la caccia al cinghiale, il semiautomatico Affinity Slug e sovrapposto Feeling Slug sono entrambi validi alleati per sfidare il re della macchia.

Canna da 60 cm con tacche di mira per il semiautomatico, da 55 cm con strozzatura fissa Cyl./*** per il basculante, entrambi presentano una grande facilità di brandeggio, grazie al peso leggero e alla spiccata ergonomia, che ne fanno due strumenti perfetti per i tiri rapidi che il cinghiale richiede.

Colpire un selvatico in movimento e dotato di una corsa scattante e imprevedibile come il cinghiale è tanto sfidante quanto affascinante.

Proprio per questo un buon allenamento nell’arte di imbracciare il fucile con rapidità può essere determinante per essere pronti alle diverse situazioni di caccia e distanze da cui potremo avvistarlo.

Per la caccia al cinghiale in battuta con anima rigata invece, calibri molto adatti sono l’8×57 e il 9,3.

Se si parla di selezione invece, l’arma d’elezione è una soltanto: la carabina bolt action.

Carabine bolt action e calibri per la caccia al cinghiale.

Il cinghiale è un selvatico molto coriaceo. I cosiddetti “neri”, esemplari maschi dal mantello scuro gridio-nerastro, oscillano tra i 100 e i 200 Kg nell’arco alpino, mentre si assestano sugli 80-90 Kg nell’Italia centro-meridionale.

Anche conosciuto come calibro per la caccia al cervo, il .270 Winchester è il minimo raccomandato oltre il quale non si dovrebbe scendere, con un’energia di 3660,71 Nm, mentre tutti i calibri 30 sono consigliati e adattissimi a un selvatico coriaceo come il cinghiale.

Inoltre, proprio per la sua tradizionale resistenza e dimensione e indipendentemente dalla scelta del calibro, è molto importante essere alla giusta distanza e mettere a segno un tiro preciso e pulito.

L’abilità e il senso etico del tiratore… fanno sempre la differenza.

.300 WM, .30-06 Springfield e .308 Winchester sono tutti un’ottima scelta per la caccia di selezione all’aspetto, che si pratichi in altana o da altri appostamenti fissi.

Calibri per la caccia al cinghiale: .30-06 o .308?

Molto simili tra loro, tanto che si potrebbero definire cugini, il .30-06 Springfield e il .308 Win sono sicuramente i due calibri più diffusi tra coloro che praticano la caccia di selezione con carabine bolt action.

Per questo motivo la preferenza dell’uno o dell’altro è un fattore molto personale, che riguarda le attitudini e le sensazioni di ogni cacciatore.

Scelta sbagliata non ce n’è se si parla di calibri per la caccia al cinghiale.

Entrambi hanno la giusta potenza richiesta, eccellente balistica interna, possono essere usati a buone distanze e con varietà nella polvere… insomma i vantaggi sono molti!

Un .30-06 è un calibro 30, con ogiva di diametro 0.308 pollici (7,62 mm); allo stesso modo un calibro .308 per la caccia al cinghiale, e non solo, ha un’ogiva di diametro 0.308.

Di fatto sotto questo punto di vista sono assolutamente identici. Si possono letteralmente usare quasi gli stessi proiettili in entrambi i calibri.

Quindi…. qual è la differenza?

Per rispondere a questa domanda, occorre fare un breve tuffo nel passato. Il .30-06 Springfield esiste da più di 100 anni ed è molto diffuso in tutto il mondo.

Creato circa nel 1903, viene ultimato nel 1906 e da qui prende il nome: calibro 30 del 1906… ecco nato il .30-06!

Il calibro .308 invece è un’invenzione più recente, sviluppato da Winchester nel 1952.

Nato per motivi di logistica militari, pur mantenendo la stessa potenza frenante del .30-06 presenta una munizione più piccola, usando lo stesso tipo di ogiva e diverse tipologie di polvere.

La principale differenza tra un calibro .30-06 e un .308 risiede nella versatilità di utilizzo a caccia.

Se nel calibro .308 si possono caricare solo munizioni che vanno da 120 grani a 190 grani, in un .30-06 si possono caricare munizioni da 110 a 220 grani.

Serve solo un breve calcolo matematico per vedere che ci sono 40 grani di variazione in più per il più attempato tra i due calibri, che dunque consente una più ampia versatilità di applicazioni.

In ogni caso, che la scelta ricada sull’uno o sull’altro, una carabina bolt action in .308 o .30-06 è eccellente per lanciare la sfida a questo selvatico!

Tutte le carabine della famiglia Horizon sono disponibili in questi due perfetti calibri per la caccia al cinghiale, e non solo, con grande varietà di configurazioni e finiture.

Disponibili nella versione legno o sintetica, con caricatore fisso o amovibile da 3 o 4 colpi a seconda dei calibri, otturatore liscio o scanalato e finitura Cerakote su canna e azione nei modelli Horizon Elite Gray e camo Strata, tutte Horizon sono consegnate con certificato di precisione M.O.A. su una rosata di 3 colpi.

La scelta del calibri per la caccia al cinghiale e della carabina è fondamentale per vivere intense giornate venatorie.

Il resto lo fanno le emozioni che si provano… il fruscio del vento che si fa largo tra le fronde, il respiro di una natura che sorprende ogni volta per le sensazioni che regala e poi l’adrenalina di trovarsi lì, quando il re spunta dalla vegetazione e si avvicina l’attimo perfetto per entrare in azione.