La battuta al cinghiale è tra le attività venatorie più appassionanti, in cui il cacciatore deve dimostrare istinto innato e sangue freddo, accompagnato da un fucile sovrapposto specifico per questa caccia.

La battuta al cinghiale è adrenalina pura. La sveglia mattutina suona presto e con il caffè ancora in mano ci si affaccia dalla finestra, con la scusa di guardare come è il tempo, e si prova a carpire qualche segnale misterioso sull’imminente giornata di caccia. Eh sì… i cacciatori sono spesso scaramantici e legati ai loro riti venatori.

Il re della macchia è un selvatico sfidante, che mette a dura prova la forma fisica e la freddezza dei cacciatori. Sebbene abbia grande capacità di adattamento, il cinghiale europeo predilige boschi ben maturi per vivere, specialmente querceti.

È un selvatico che, in questi giorni di inattività e assenza di traffico, si sta riappropriando di spazi che gli appartenevano in tempi ormai lontani, sempre più vicino ai centri abitati e specchio di una natura che non si arresta.

Zanne sporgenti, pelliccia irta e robusta, il suo peso può in media essere compreso tra i 60 e i 120 Kg. Un concentrato di pura potenza ed energia!

Quali sono le principali tecniche di caccia al cinghiale?

Al cinghiale si può andare sostanzialmente in due modi: in gruppo o all’aspetto. Mentre quest’ultima è una tecnica di caccia al cinghiale individuale, svolta con armi ad anima rigata, come le carabine bolt action, la battuta di caccia, la braccata e la girata sono cacce collettive, che coinvolgono un numero molto variabile di cacciatori.

Le tipologie di caccia a questo ungulato in Italia sono diverse da regione a regione. La caccia attualmente più diffusa in Italia è la braccata, nota anche come cacciarella, tecnica praticata dalla seconda meta dell’Ottocento nella Maremma toscana e laziale.

È una caccia di compagnia, che può coinvolgere un grande numero di partecipanti. Dopo aver scovato i transiti notturni e le lestre, i cinghiali vengono spinti alle poste da una muta di cani condotti dai canai.

La battuta al cinghiale è una spettacolare tecnica venatoria, molto adatta a territori di notevole estensione e molto praticata nelle grandi pianure dell’Est Europa. Radicata nella tradizione folkloristica di molti popoli, prescinde dall’uso dei cani da caccia e prevede un cordone formato dai battitori, che hanno il compito di condurre i selvatici alle poste.

Laddove invece sia necessario rispettare la quiete ambientale e recare il minor disturbo possibile alle altre specie di selvatici, si predilige la battuta al cinghiale in girata, che si svolge con una piccola squadra di cacciatori.

L’affiatamento del gruppo e il rapporto di fiducia che si instaura tra compagni è un aspetto molto importante per la sicurezza e la buona riuscita dell’azione di caccia, così come il lavoro dei fedeli ausiliari a quattro zampe. Tra le razze di cani più utilizzate nella caccia al cinghiale, troviamo il Deutscher Jagdterrier, il Setter Inglese e il Basset Hound.

Regola fondamentale in questa tipologia di caccia è il silenzio assoluto, salvo situazioni di necessità.

In quegli istanti, che precedono l’avvistamento del re della macchia, il tempo sembra fermarsi. I sensi si fanno più acuti, attenti al minimo fruscio, l’emozione più intensa e, pur non avendolo ancora avvistato, si avverte che il selvatico è là, sempre più vicino, e da un momento all’altro entreremo in azione!

Quali caratteristiche deve avere un fucile sovrapposto per la battuta al cinghiale?

Il cinghiale è un selvatico possente, che sceglie a propria dimora ambienta angusti e inospitali. Dotato di una corsa veloce, compare e scompare tra la macchia, con scarti laterali improvvisi e repentini. Per questo è importante che il cacciatore abbia un’arma maneggevole e istintiva nel puntamento.

Feeling Slug è il nuovo fucile sovrapposto di Franchi specifico per la battuta al cinghiale. È il fucile per il cacciatore audace, che ama la sfida corpo a corpo con il re della macchia. Dallo stile essenziale ma distintivo, presenta una bascula nera con incisione dedicata a questo energico selvatico.

La prima caratteristica che spicca una volta imbracciato questo sovrapposto Slug è la sua leggerezza, di soli 2,500 Kg, grazie alla bascula in lega leggera Ergal, ben più corta della carcassa del semiautomatico Slug, e alle canne steelshot da 55 cm, con foratura da 18,3 e 18,5 mm e strozzatori fissi Cyl./***. Camerato magnum, è disponibile nel solo calibro 12.

L’estrema maneggevolezza di questo fucile, lo rende il sovrapposto ideale per i tiri istintivi che la battuta al cinghiale richiede, in cui spesso la presenza di arbusti e rovi rende complesso non solo il tiro, ma anche l’imbracciata.

Lo zigrino dal design esclusivo Allround 3D Interlacement assicura un grip perfetto anche in caso di mani bagnate o sporche di fango, in ogni condizione di tiro.

Il calcio finito a olio Grado 2, con piega 57/26 e Lop di 368 mm, ha impugnatura a pistola che, unita all’ergonomia dell’astina, assicura un’imbracciata naturale, mentre il calciolo in gomma a doppia ventilazione garantisce una sensibile riduzione del rinculo e un posizionamento ottimale sulla spalla.

L’istintività di puntamento del sovrapposto Feeling Slug è unica

L’acquisizione del selvatico è favorita dalla presenza della tacca di mira sulla bindella modello Battue da 7 mm, che unita al mirino in fibra ottica rossa, regolabile e montato su zoccolo, permette di effettuare tiri sicuri e precisi.

Dotato di estrattori manuali che garantiscono un facile recupero dei bossoli tra la vegetazione, Feeling Slug è disponibile su richiesta anche nella versione con estrattori automatici, birgillo e calcio mancino.

Questo fucile sovrapposto dedicato garantisce due colpi rapidi e sicuri ed energia ampiamente sufficiente a vincere la sfida con il re della macchia.

Che la battuta di caccia abbia inizio!