Scegliere il calibro migliore per la propria carabina bolt action è una decisione molto personale, determinata da diversi fattori. Esiste la ricetta perfetta?

Sicuramente esistono delle coordinate per orientarsi nella scelta e rendere la propria giornata di caccia con la propria carabina un’esperienza indimenticabile.

La caccia di selezione è stata riaperta in molte regioni d’Italia e finalmente anche i cacciatori possono tornare a immergersi nella loro passione! Non resta altro che preparare lo zaino, allacciare gli scarponi, prendere la propria carabina bolt action e… via nella natura.

Un tuffo nel paesaggio, che sia di montagna o collinare, a consumare le ore in lunghe attese e intense emozioni, tra il profumo del verde e il risveglio della natura che, si sa, a primavera è uno spettacolo. I selecontrollori non aspettavano altro e chi di voi è cacciatore di selezione lo può confermare. La caccia di selezione è quanto mai richiesta in un momento come questo, in cui l’eccessiva presenza di animali selvatici nelle campagne, anche a ridosso delle città, necessita di essere controllata.

Il primo ingrediente per scegliere il calibro adatto per la propria carabina bolt action è una conoscenza balistica approfondita. Questa scelta è influenzata da numerosi fattori: la tipologia di caccia, il selvatico da prelevare, l’ambiente e lo scenario di caccia, la palla utilizzata per quel calibro, le caratteristiche della munizione e della propria bolt.

La caccia di selezione agli ungulati si pratica alla cerca o all’aspetto. Tecniche venatorie che appassionano moltissimi cacciatori e combinano conoscenze approfondite, nervi d’acciaio e momenti di attesa, prima di entrare in azione con la massima precisione. Rispetto alla caccia al cinghiale in battuta, in cui chi caccia ad anima liscia predilige fucili semiautomatici slug e sovrapposti slug, chi sceglie l’anima rigata invece carabine semiautomatiche, nella caccia di selezione agli ungulati è preferibile l’uso di una carabina a ripetizione manuale.

Quali sono i criteri per la scelta del calibro di una carabina bolt action per la caccia di selezione agli ungulati?

Innanzitutto il cacciatore, in base alle proprie esigenze, dovrà valutare se scegliere un calibro cosiddetto all-round e quindi utilizzabile su tutta la selvaggina, cambiando solo il tipo di palla e la taratura, oppure preferire un calibro specifico per le singole specie. L’importante è fare una scelta consapevole, che garantisca la massima efficacia.

I criteri principali per la scelta del calibro sono l’energia e la distanza del tiro. Si può dire che un calibro veloce garantisce una maggior energia a bersaglio anche con un’ogiva più leggera. Altro importante fattore da considerare è la radenza, ossia la capacità di mantenere traiettorie molto tese, conservando la velocità anche a notevoli distanze e in presenza di vento laterale. Questa è una caratteristica balistica imprescindibile in alcune tipologie di caccia, come la caccia al camoscio o ad altri selvatici montani, in cui si arriva a tirare da 300 a 400 metri di distanza.

I cacciatori di oggi sono sicuramente fortunati nel poter usare strumenti di ausilio per il calcolo delle traiettoria del tiro, come telemetri e torrette balistiche, sempre più precisi e sofisticati.

Dopo aver deciso su quale calibro di carabina orientarsi, ogni cacciatore dovrà concentrarsi sulla scelta dell’ogiva migliore, perché questa determinerà la capacità della palla di cedere l’energia del tiro fornita dal calibro in maniera efficace. La parola chiave è destinazione. Quale selvatico e in quale scenario venatorio? Con un’ardita licenza poetica potremmo dire: “Paese che vai… selvaggina che trovi”. Nella caccia grossa alla selvaggina africana, a tutte le antilopi fino all’eland, sono consigliati i calibri  dal 7mm ai vari 30, ancor meglio se magnum, o all’europeo 8×68, mentre in genere gli ungulati italiani presentano una minore resistenza e pericolosità.

La scelta della palla dovrà essere compiuta in base alle caratteristiche del selvatico. Ad esempio una palla SOFT POINT per calibri radenti ad alta velocità sarà da prediligere con selvaggina di media-piccola taglia. In Europa si tendono a utilizzare proiettili più espansivi.

Per la caccia al capriolo con una carabina bolt action si utilizzano calibri piccoli, come il .223 Rem in Europa, .243 Win, .240 Wby, .270 Win, veloci, precisi e con il minimo rinculo oppure un .308 Win garantisce grande efficacia anche a lunghe distanze, mentre per specie coriacee come il cinghiale è consigliabile puntare su calibri dai 7mm in su e sui calibri 30.

Importantissimo e non trascurabile nella scelta del calibro e dell’ogiva è il passo di rigatura della propria bolt action. Ne esistono diversi tipi, ma il più diffuso è quello convenzionale, come nelle Horizon di Franchi. La famiglia di carabine bolt action Horizon offre un’ampia gamma di configurazioni, con calciatura in legno o in polimero, disponibile da quest’anno anche con caricatore amovibile nei modelli Black Synt, con livrea grigia e nella versione camo, in tutti i principali calibri:
.223 Rem.243 Win.270 Win.308 Win.30-06 Springfield.6,5 Creedmoor e .300 Win Mag.

Horizon Elite Strata carabina da caccia

Ogni passo di rigatura determina una certa velocità, ossia garantisce un giro completo della palla in una specifica distanza della canna. Un passo di rigatura 8 sarà più veloce di un passo di rigatura 11, perché produrrà un giro completo della palla in 8 pollici di canna. A seconda del selvatico che si vuole cacciare, sarà necessario scegliere passi di rigatura più veloci, quindi in grado di stabilizzare palle pesanti, o più lenti per munizioni più leggere.

Scegliere il calibro adeguato è come scegliere un vestito su misura che determinerà il successo dell’azione di caccia. Per cui occorre prendersi il tempo necessario, fare tutte le valutazioni del caso e capire qual è il più adatto a noi!