Il Percorso caccia è un’altra delle mie passioni, un ottimo allenamento che mi consente di arrivare in perfetta forma all’apertura della stagione venatoria.

I mesi di chiusura della stagione venatoria sono un’attesa che non finisce mai. C’è chi ha la fortuna di poter cacciare all’estero o in qualche riserva di caccia privata e chi si deve armare di pazienza e andare a caccia di… piattelli!

Quale migliore maniera, infatti, per tenersi allenati e togliere la ruggine che si è accumulata durante i mesi di inattività?

È vero… per noi cacciatori è difficile rinunciare alle emozioni che un’uscita a caccia ti regala, panorami e momenti che ti restano impressi nella memoria e per cui siamo disposti a lunghe camminate in attesa di avvistare il selvatico.

Ma anche il Percorso caccia è un’attività stimolante e che riserva piacevoli scoperte. Tiri fantasiosi e divertimento sono all’ordine del giorno quando mi dedico a questa attività sportiva, soprattutto quando è accompagnata da un pizzico di competizione e da un’allegra compagnia di amici con cui farsi quattro risate e scherzare insieme.

Il Percorso caccia è una delle discipline di tiro a volo per me più interessanti, proprio per l’imprevedibilità degli schemi di lancio, che simulano il volo e le corse delle diverse tipologie di selvaggina. Sporting e Compak sono le due diverse specialità del Percorso caccia che mi appassionano.

Lo Sporting è la tipologia che più si avvicina all’esperienza di caccia. Svolta in un’ambiente boschivo o di campagna, prevede che i tiratori si spostino da una postazione all’altra, simulando una reale situazione venatoria. Il Compak invece si avvicina maggiormente alle discipline di tiro a volo olimpiche. Cinque pedane, grande concentrazione e tanti piattelli da colpire!

Entrambe le versioni del Percorso caccia permettono di eseguire e allenare tecniche di sparo differenti. Simulando il movimento di diverse tipologie di selvatici, è un’attività sportiva molto utile per prendere confidenza con il fucile che poi si userà durante la stagione venatoria.

Piattelli doppi, piattello lepre, piattello tortora sono solo alcuni degli schemi di tiro più utilizzati, che permettono di affinare la propria tecnica di puntamento. Arrivare allenati all’apertura della stagione di caccia aiuta il cacciatore ad essere preciso nei colpi ed evitare di sbagliare, nel totale rispetto della fauna.

Anni fa, quando mi sono avvicinata a questa disciplina, il mio amico e istruttore Andrea De Candido ha cercato, ammetto con non poca fatica, di correggere la mia impostazione “da cacciatrice”.

Ovviamente la tecnica di tiro e le modalità di puntamento e aggancio del bersaglio sono soggettive e variano da persona a persona. Ma se di norma il tiro al piattello prevede un’impostazione di tiro meccanica e regolare, a caccia il tiro è istintivo, specialmente con selvatici imprevedibili come la beccaccia, e la difficoltà aumenta perché in pochi attimi si deve valutare se lo sparo è effettuato in sicurezza.

Uno schema di tiro particolarmente impegnativo e stimolante è quello della candela: il piattello viene lanciato a grande velocità verso l’alto finché la sua spinta non si esaurisce e ricade a velocità ridotta. È un tiro che può essere affrontato in diversi modi e permette di allenare sia un tiro più istintivo che mirato.

Semiautomatico o sovrapposto… qual è il fucile migliore per affrontare il Percorso caccia?

È sicuramente una domanda che un cacciatore che si avvicina a questa disciplina per la prima volta si deve fare. Sicuramente sparare con un fucile dedicato al tiro a volo trasmette molta sicurezza e la sensazione che, una volta agganciato, mancare il bersaglio sia quasi impossibile!

Solitamente utilizzare un fucile sovrapposto da tiro è la scelta più diffusa per sparare al percorso caccia. Il puntamento delle canne sovrapposte sarà più preciso di quelle di una doppietta, perché non sono sottoposte a spostamenti laterali come per i fucili giustapposti.

Per questa attività il fucile che ho scelto è il Feeling Sporting calibro 12, il sovrapposto specifico per il Compak o lo Sporting. Con i suoi 3,5 Kg è ottimo per ridurre l’impennamento dopo lo sparo ed è disponibile con strozzatori Knurled da 50 mm, intercambiabili, per permettere al tiratore di scegliere differenti combinazioni ed essere pronti ad affrontare ogni schema di tiro.

Il divertimento è anche quello di alternare fucili da tiro con piccoli calibri dove la sfida diventa veramente tosta! Come molti altri cacciatori ho sempre usato calibri 12 e 20 sia a caccia che quando tiro al piattello, ma le mie abitudini sono cambiate da quando ho scoperto i calibri più piccoli.

Vivere l’avventura di una caccia in collina o in montagna è senz’altro stimolante, ancora di più se in compagnia dei cani da ferma, ma richiede agilità e grande preparazione atletica. Soprattutto per noi donne, avere in spalla un fucile leggero e maneggevole può fare la differenza, specialmente durante un’intera giornata di caccia. Per questo fucili leggeri come i Feeling nei calibri 28 o 410 rendono la giornata meno faticosa e sicuramente anche più produttiva!

Anche un fucile semiautomatico inerziale di ottima qualità può essere adatto al Percorso caccia, a patto che sia equipaggiato con un calcio in grado di assorbire il rinculo e ridurre l’impennamento al momento dello sparo, come i semiautomatici Affinity, dotati di un calciolo TSA.

Affinity Sporting, il semiautomatico che nasce per il tiro a volo, è un altro ottimo compagno con cui colpire tanti piattelli! È tutto questione di gusti, c’è chi ama usare un sovrapposto da tiro a volo e chi invece predilige un fucile semiautomatico.

Nei campi da tiro a volo, tra un piattello e l’altro, si fanno tante conoscenze interessanti!

Chiacchierare e confrontarmi con persone che condividono le mie stesse passioni è una delle cose più gradevoli di una giornata al campo da tiro. Ognuno ha le proprie idee e abitudini, ma sono convinta che ascoltare qualche consiglio arricchisca ogni tiratore, portandolo a sperimentare nuove tecniche e a superare i propri limiti.

Quello che mi ha colpito di più è stato scoprire i tantissimi giovani che frequentano i campi da tiro!

Confesso, vedere i ragazzini di 13 e 14 anni nel campo a fianco che si allenano e non sbagliano un tiro può minare la mia autostima, ma senz’altro è un ottimo stimolo a impegnarmi di più.

Vedere che le nuove generazioni si appassionano a questo sport outdoor è per me molto importante. Speriamo che diventino anche dei bravi cacciatori!

Se vi capiterà di passare in quel di Porpetto, in Friuli Venezia Giulia, e sul campo da tiro vedrete una ragazza con il cappellino arancione alle prese con i piattelli, beh quella sono io… mi raccomando, fermatevi! Sarà un piacere fare qualche tiro assieme”.

Giulia Taboga