“La caccia alla beccaccia è una passione che ti prende l’anima…  e una volta che ti entra dentro non ti lascia più… un po’ come tutte le tipologie di caccia.

Caccia alla Beccaccia: il fascino di un animale così imprevedibile, le difficoltà che si devono affrontare per scovarla, addentrandosi in ambienti umidi e impervi, la coda dei nostri fedeli ausiliari in ferma l’attimo prima che sta per involarsi, il cuore che accelera non appena la beccaccia si libra nell’aria con il suo volo saettante ed elusivo.

Sensazioni uniche che si imprimono nella memoria e che solo la sfida alla regina del bosco sa regalare.

In molti dicono di essersene innamorati dopo la prima cacciata e che ora non riescano più a farne a meno…

Per me è stato amore a prima vista. Ricordo la prima volta che andai a caccia alla beccaccia, di come non chiusi occhio la notte prima per l’agitazione. Ero al primo anno di licenza, in compagnia di due amici cacciatori e due meravigliose Setter Inglesi dall’elegante manto bianco e arancio. Imbracciati i sovrapposti le lasciammo libere, in attesa di osservare quei movimenti e quei gesti che regalano sempre sensazioni uniche a noi appassionati cinofili… una guidata, un affondo, una bella ferma.

Giulia Taboga Franchi fucil e sovrapposto da caccia alla beccaccia setter

Giulia Taboga con il suo amato setter

Nessun rumore a rompere il silenzio, quasi che la natura stessa fosse in attesa del momento in cui la regina del bosco sarebbe apparsa, le mie mani che tremavano per l’emozione… Sentivo che era questione di attimi ed infatti eccole là, statuarie, con una ferma e un consenso spettacolari.

Udii il frullo delle ali e la vidi spiccare il volo, talmente bella che prima di sparare la guardai forse un attimo di troppo e la mancai per un soffio. Subito dopo uno sparo dei miei compagni la colpì poco più avanti. Fu la prima volta che vidi una beccaccia da vicino… che emozione!

Da quel momento la caccia alla beccaccia è diventata tra le mie preferite, per l’irripetibilità delle azioni di caccia così diverse tra loro.

La caccia alla beccaccia è una sfida continua, le sue migrazioni saranno sempre mutevoli e influenzate da innumerevoli fattori, si sposterà sempre alla ricerca delle condizioni climatiche più favorevoli.

Questa stagione venatoria è stata incredibilmente variegata, con un ottobre un po’ pazzo, caratterizzato da giorni di clima anomalo e temperature troppo elevate per essere autunnali, e un lungo periodo di precipitazioni abbondanti come non si registravano da anni e anni.

Nonostante tutto non ci siamo persi d’animo e, ora che siamo alla ricerca delle ultime beccacce, posso dire che anche quest’anno ci siamo tolti le nostre soddisfazioni!

 

caccia alla beccaccia sovrapposto Franchi

 

Il vero cacciatore di beccacce non si misura per la ricchezza del carniere, ma per la sua capacità di godere appieno di ogni emozione che questa caccia ti regala.

Tra gli aspetti che mi entusiasmano di più c’è sicuramente il vedere i cani al lavoro, la funzione che hanno sulla beccaccia. Nel corso del tempo ho cacciato con Setter Inglesi, Kurzhaar ed Epagneul Breton, razze che mi hanno fatto apprezzare le peculiarità delle diverse tecniche di lavoro. L’andatura franca e armoniosa del Setter mette a dura prova le nostre gambe, ma ci ricompensa con l’eleganza della ferma. Il Kurzhaar, che si distingue per le sue reazioni controllate e decise e ci seduce con il suo aspetto nobile. Infine il Breton, che ci esaspera con la sua energia, ma ci gratifica con l’impeccabile riporto e la dolcezza dei suoi sguardi.

Oggi a la mia fedele compagne di avventure è un Setter Inglese di nome Zoe.

Il fucile che utilizzo per la caccia alla beccaccia è il Feeling Beccaccia, il sovrapposto dedicato a questo affascinante selvatico. Un fucile leggero e maneggevole, che si caratterizza per la facilità e istintività di brandeggio ed è perfetto per muoversi tra i boschi più intricati. Un’altra mia compagne di avventure è la doppietta Esprit. Tradizionalmente considerata il fucile da caccia per eccellenza, questa doppietta è disponibile anche con canne corte da 62 cm e per questo particolarmente adatta alla sfida alla regina del bosco.

Tanti sono i bellissimi ricordi legati alla caccia alla beccaccia che mi porto dietro. Tra questi c’è un incontro con un anziano cacciatore, che un giorno mi disse: “Ricordati che il vero beccacciaio non è quello che trovi al bar del paese mentre si vanta dei suoi abbattimenti, ma quello che talvolta, affascinato da questo misterioso animale, rinuncia allo sparo anche solo per guardarlo volare via”

Spesso le sue parole mi tornano in mente e penso che in effetti aveva ragione… ciò che conta andando a caccia è assaporare la bellezza delle piccole cose: i colori di albe e tramonti, il profumo della rugiada di bosco, la possibilità di lasciarci la routine e la quotidianità alle spalle e prenderci un momento per noi, immersi nella natura, e finalmente sentirci in tutto e per tutto noi stessi.

Questo è la caccia per me… emozione e meraviglia”.

Giulia Taboga