Amanti della natura e dell’attività outdoor, attenti al rispetto per l’ambiente e al mantenimento della biodiversità… Chi sono i giovani cacciatori di oggi e quali sono le loro preferenze: fucili a canna liscia o carabine?

La caccia è un’attività che ha radici profonde, possiamo dire che nasce con l’uomo stesso e ne accompagna il cammino nel corso della storia, trasformandosi ed evolvendosi fino a diventare, da principale strumento per la sopravvivenza, una vera e propria passione, che anima i cacciatori di tutto il mondo. Domande che si sentono spesso sono: “I giovani cacciatori esistono? E se sì, preferiscono i fucili a canna liscia o rigata?” … Certo che esistono!

La caccia è una passione che si trasmette in molti modi. Spesso salta una generazione e i giovani si avvicinano al mondo venatorio grazie al fascino che i racconti e il fucile da caccia del nonno esercitano su di loro. Un richiamo quasi irresistibile e una promessa di emozioni tutte da vivere. Tanti sono anche quelli che si appassionano all’attività venatoria grazie a un amico. È il caso di Giulia Taboga, testimonial Franchi dal 2013, che è riuscita a fare della caccia una vera e propria professione.

Che cosa significa la caccia per un giovane cacciatore? È questa la domanda che abbiamo fatto a molti di loro e dalle risposte emerge come la figura del cacciatore di oggi sia a tutti gli effetti, e per molti forse inaspettatamente, figlia del nostro tempo. “La caccia è amore per l’ambiente e la natura, è conoscenza del territorio. Ciò che mi piace è scoprire le abitudini e i comportamenti dell’animale, la ricerca e il monitoraggio del selvatico diventa così interessante e stimolante” racconta un cacciatore friulano. E ancora: “Stare all’aria aperta, spendere tempo con il proprio papà e i cari amici, non riuscire a dormire la sera, alzarsi la mattina con il sorriso felici di trascorrere la giornata con il nostro cane… queste è la caccia!”.

Caccia quindi come passione e condivisione di esperienze di vita, momento in cui evadere dalla quotidianità e riscoprire un rapporto autentico con la natura. Un’attività che si traduce in un profondo rispetto per l’ambiente: ragazzi e ragazze con una mentalità aperta e “green”, che riflettono sull’importanza di salvaguardare la biodiversità, perché praticare questa passione in centro a Milano è impossibile, mentre i cacciatori hanno bisogno di spazi verdi, diventando di fatto dei “custodi” della natura. La caccia non si chiude con la stagione venatoria, ma prosegue durante tutto l’anno nella gestione della fauna e del territorio, tutelando le specie di selvatici a rischio e controllando quelle in sovrappopolamento.

Quali sono le principali tipologie di caccia che i giovani prediligono? Preferiscono la caccia con i fucili a canna liscia oppure la caccia di selezione con le carabine bolt action?

Tra le tipologie di caccia più nominate dai giovani c’è la caccia alla beccaccia, spesso praticata con fucili sovrapposti specialistici, come il Feeling Beccaccia Select. Si può dire che il fascino della “regina del bosco” sia senza tempo, perché porta i cacciatori a esplorare luoghi impervi e a effettuare tiri sfidanti. È una caccia difficile, che si pratica con il cane da ferma e permette ai cacciatori cinofili di condividere momenti indimenticabili con i loro compagni a quattro zampe. Il cane da beccacce dovrà avere una cerca ampia e le giuste attitudini psicologiche per mantenere la ferma nonostante le astuzie che la regina del bosco metterà in atto… e poi si sa, è sempre un piacere osservare i propri compagni di caccia al lavoro!

Soprattutto in centro Italia, anche la caccia al cinghiale è molto gettonata fra i giovani cacciatori, che spesso si avvicinano a questa attività venatoria andando a caccia con il proprio padre. Le emozioni e l’adrenalina che la sfida al re della macchia suscita sono uniche! Da quest’anno tra le novità molto apprezzate dai giovani ecco Feeling Slug, una vera chicca fra i fucili sovrapposti da caccia. Disponibile in calibro 12 con canne steelshot da 55 cm, bascula in lega leggera Ergal anodizzata nera e incisione dedicata, è un fucile estremamente maneggevole e leggero (2,5 Kg), perfetto per muoversi negli ambienti angusti che il cinghiale sceglie come propria dimora.

Tra i fucili ad anima liscia più scelti tra i cacciatori freschi di licenza, troviamo l’Affinity One, un fucile semiautomatico in tecnopolimero nero disponibile in calibro 12 e 20, con bindella step e tre strozzatori da 5 cm in dotazione (*,***,****), caratterizzato da una grande versatilità, che gli permette di approcciare diverse tipologie di caccia e scoprire ciò che li appassiona di più.

È tuttavia l’anima rigata a essere la prediletta dei giovani di oggi, usata per la caccia di selezione agli ungulati. Una scelta non scontata, che dice molto sull’approccio e sulla mentalità dei nuovi cacciatori.

La caccia di selezione, che può essere praticata alla cerca o all’aspetto, non si riduce solo all’azione venatoria, ma porta con sé giorni e giorni di osservazione dell’ambiente e del selvatico da prelevare ed è vissuta nella sua dimensione etica.

A caccia di selezione si può andare con le carabine semiautomatiche e con le carabine bolt action… ma qualunque sia il compagno che si sceglie, l’emozione di avvistare un capriolo che si affaccia dal bosco, o i muscoli possenti di un cinghiale, lascia sempre senza fiato.

Le caratteristiche imprescindibili di una carabina bolt action per la caccia agli ungulati sono precisione e affidabilità. Tutte le carabine Horizon garantiscono 3 colpi in 1 M.O.A. e hanno uno scatto regolabile tramite vite da 900 a 1.800 grammi, per rispondere perfettamente alle abitudini di sparo di ogni cacciatore. Da quest’anno Horizon è disponibile anche nel modello Strata, con trattamento Cerakote su canna e azione che ne migliora la resistenza agli agenti atmosferici e con l’affusto nel camouflage True Timber Strata. Questa particolare colorazione, unendo schemi di micro e macro-design, permette di rendere la bolt action completamente mimetizzata con l’ambiente e sfuggire alla percezione degli ungulati, dotati di un campo visivo il doppio più ampio di quello dell’uomo.

Ciò che stupisce positivamente dei giovani, è osservare in molti una piena consapevolezza dell’importanza di restare uniti e lottare per mantenere la cultura venatoria sempre viva. Forse è per questo che i cacciatori di oggi hanno un approccio social e numerose sono le community che si trovano sul web in cui raccontano, anche con una semplice foto o un video, la passione che li unisce… ma in fondo non è anche questo la caccia? Sentirsi parte di una comunità.