La caccia al capriolo è un’emozione unica che richiede dedizione, grande passione e una carabina bolt action precisa e affidabile.

Ci sono selvatici che ti affascinano e ti catturano più di altri e in questi casi la caccia non è semplice passione, ma diventa vera e propria magia. Il profilo del capriolo, con il suo caratteristico mantello, gli occhi vispi, i muscoli agili e scattanti, rimanda a un mondo fiabesco che riporta alla mente echi d’infanzia lontani. Forse è per questo che lo chiamano “folletto del bosco”… e la caccia al capriolo è ogni volta una scoperta, un vortice di sensazioni che arricchiscono lo spirito.

Appartenente alla famiglia degli ungulati, il capriolo è un selvatico dal carattere schivo e diffidente, sicuramente tra i più affascinanti da cacciare. Dalle Alpi agli Appennini, dalle aree coltivate delle Highlands scozzesi, terra selvaggia di antiche leggende, fino alle grandi pianure dell’est, la caccia a palla al capriolo appassiona i cacciatori di tutta Europa e non solo.

Selvatico dal manto rossiccio, coperto di macchie più chiare per una migliore mimetizzazione, il capriolo è un piccolo cervide che arriva a pesare 20-25 kg.

Animale vespertino, che predilige albe e tramonti, ha grande capacità di adattamento. Vive in boschi folti, grandi praterie, ma anche boschi aperti, che presentano un fitto sottobosco e qua e là radure di vegetazione. Definito brucatore selettivo, si nutre di arbusti, germogli, cereali, gemme e apici e spesso entra in competizione alimentare con altri cervidi, come daini e cervi.

La carne del capriolo è tra le più ricche dei selvatici di bosco, anche per le proprietà nutritive, protagonista di una grande varietà di ricette di cucina a base di carne di selvaggina.

La caccia di selezione è un’attività fondamentale per gestire la selvaggina ungulata. Aspetto e cerca, che i cacciatori scozzesi chiamano stalking, sono le principali tecniche di caccia al capriolo.

La caccia al “folletto del bosco” inizia ben prima di imbracciare la carabina, con i censimenti dei capi sul territorio che devono rispettare un rigoroso piano di abbattimento, specifico per ogni regione o area geografica. Instancabile e appassionato, il selecontrollore lavora anche a stagione venatoria chiusa proprio per l’importanza che la sua attività ha nella gestione del patrimonio naturale: installa le mangiatoie, partecipa con impegno ai censimenti, alla manutenzione e costruzione delle altane. Un lavoro duro, che richiede pazienza ma ricompensa con grandi soddisfazioni!

Il capriolo è un selvatico territoriale, per cui la caccia all’aspetto è una tecnica molto redditizia. Nonostante il capriolo non abbia una vista acutissima, il cacciatore deve adottare tutta una serie di accorgimenti per non allarmarlo e non tradire la propria presenza. Appostatosi nei pressi dei campi di pastura già individuati, deve stare ben attento a non fare il minimo rumore e valutare scrupolosamente la direzione del vento.

Questa tipologia di caccia richiede la strumentazione ottica necessaria, in genere binocolo e telemetro, nonché una particolare cura al posizionamento per il tiro.

Dicono che la fretta sia cattiva consigliera… e mai come in questo caso massima fu più appropriata! Senza fretta di sparare, il cacciatore di selezione all’aspetto si sistema nella classica posizione distesa a terra, con la carabina ben piazzata sul bipiede o sullo zaino.

Il tiro dalla posizione sdraiata è uno dei più precisi e meditati, garantisce un abbattimento pulito e allontana così lo spettro del ferimento dell’animale. L’etica venatoria è infatti un elemento imprescindibile dell’aspetto.

Un rispetto profondo verso il selvatico, che si rintraccia nell’antichissimo rituale nordeuropeo dell’ultimo morso. Il cacciatore infatti, raggiunta la spoglia, la gira con il fianco destro appoggiato a terra, mettendogli in bocca un rametto di pianta nobile, come ultimo gesto di riconoscenza e rispetto verso l’animale.

Caccia al capriolo Fucili e carabine da caccia

A caccia di caprioli si più andare con le carabine a ripetizione semiautomatica e con le bolt action a ripetizione manuale.

La bolt action Horizon di Franchi è una carabina precisa ed ergonomica, che ha già predisposta la sagomatura su calcio e asta per le manigliette della cinghia e per il montaggio del bipiede. In più l’otturatore a tre alette di chiusura consente un’apertura a 60°, che permette di accedere all’azione senza toccare l’ottica anche in presenza di tubi molto ampi, e di effettuare un riarmo rapido attraverso una manetta conica alleggerita.

Ci sono però alcune aree che, presentando un bosco troppo fitto o molti campi coltivati, sono meno adatte alle abitudini di pastura del capriolo. In questo caso la tecnica di caccia alla cerca può essere la scelta migliore.

Muoversi di soppiatto all’interno del bosco, scivolando silenziosi di tronco in tronco, con la speranza di veder apparire il selvatico è una delle emozioni più intense di questa caccia!

Il capriolo, come molti ungulati, è ghiotto di sale, per cui il preventivo posizionamento di alcune “saline” su alberi a fusto liscio è un ottimo espediente per attrarlo in determinati luoghi di approvvigionamento.

A questo punto sono il sangue freddo e la precisione del tiro a fare la differenza! Infatti nella caccia alla cerca il tiro avviene quasi sempre su appoggi riadattati con poco tempo a disposizione, e un’ottima capacità di adattamento del cacciatore, unita a una bolt action ergonomica, è fondamentale per far sì che l’azione di caccia abbia successo.

La bolt action Horizon è frutto della piattaforma di sviluppo Franchi XS che, avendo studiato le abitudini di tiro di più di mille cacciatori, restituisce una carabina dall’affusto estremamente ergonomico, in grado di essere imbracciata nelle cinque principali posizioni di tiro con un grip ottimale.

Ci sono calibri entrati nella storia, come il .220 Swift del 1935, “la cartuccia più veloce del mondo” di Winchester, che era riuscita a lanciare un proiettile a 1200 metri al secondo. Ma quali sono i calibri più adatti alla caccia al capriolo?

Il calibro d’elezione per questa attività venatoria è il .243 Win. Occorre essere attenti a scegliere la palla più adatta, tenendo a mente che la velocità è un fattore molto importante, perché per il .243 Win palle troppo leggere rischierebbero di deformarsi ancor prima di aver svolto il proprio lavoro. Per il capriolo nel calibro .243 Win con cartucce a 6mm si prediligono palle da 80-85 gr.

In generale in Italia è consigliato l’utilizzo anche di altri calibri medio piccoli, come il .240 Wby e .270 Win. Diverso il discorso per la caccia al capriolo all’estero, in cui spesso si utilizzano tutti i 6,5 con palle leggere.

La carabina da caccia Horizon di Franchi è disponibile in tutti i maggiori calibri a seconda delle versioni: .223 Remington, .243 Win, .270 Win, .30-06 Springfield, .308 Win, 6,5 Creedmoor, .300 Win Mag.

La caccia è fatta di lunghe attese, scrutando l’orizzonte, a contatto con la natura. Quando finalmente i vispi palchi del capriolo spuntano dalla vegetazione, una buona strumentazione ottica e una carabina ben tarata sono tutto ciò che serve per dare inizio alla magia.