Il Percorso caccia è una disciplina tiravolistica sempre più popolare tra i cacciatori e si divide in due specialità, lo Sporting e il Compak. Ecco 7 consigli per un corretto allenamento per il tiro a volo.

Il tiro a volo è un’attività sportiva molto in voga non solo tra i tiratori, ma tra tutti quei cacciatori che, nel periodo di silenzio venatorio, vogliono mantenersi allenati e arrivare in perfetta forma all’apertura della stagione di caccia.

Il tiro a volo comprende diverse discipline, da quelle olimpioniche come il Trap e lo Skeet, a quelle che simulano i tiri che si effettuano durante una giornata di caccia.

In questo secondo caso si parla di Percorso caccia, a sua volta suddiviso in Sporting e Compak.

Mentre lo Sporting, o Percorso caccia itinerante, si svolge in uno scenario naturale in cui il tiratore si muove tra la vegetazione simulando una reale situazione venatoria, il Compak, o Percorso caccia in pedana, si pratica in un campo da tiro molto simile a quello del Trap.

Anche in questo caso ci sono 5 pedane, diverse macchine lanciapiattelli che riproducono le traiettorie dei vari selvatici… e la voglia di non mancare nemmeno un bersaglio!

7 consigli per allenarsi al campo di tiro a volo.

Tiro a volo: Mens sana in corpore sano

Frantumare il piattello nelle discipline del tiro a volo, nello specifico nello Sporting e nel Compak, significa cercare e trovare l’anticipo giusto.

Per agganciare e poi colpire il piattello, è necessario mirare davanti, sopra o sotto in base alla traiettoria.

Il calcolo per stabilire dove e quando colpire è matematico e senza margini di errore… peccato che il tiratore abbia solo pochi attimi a disposizione!

Per questo esperienza, riflessi e istinto giocano un ruolo fondamentale, uniti a una corretta forma fisica.

Il tiro a volo è uno sport che richiede una muscolatura ben allenata a sostenere il peso del fucile, mediamente tra i 3,2/3,6 Kg, e la postura nelle lunghe sessioni di allenamento.

A livello scientifico il tiro a volo non è definito come sport “faticoso”. Infatti, il tiratore d’élite che conosce nel dettaglio le traiettorie e la tecnica di tiro, utilizzerà pochissime energie durante il gesto tecnico.

Però questo non può dirsi per il tiratore alle prime armi che, non avendo ancora acquisito la tecnica perfetta, tenderà a usare movimenti in eccesso, ad appoggiare il fucile in zone del corpo errate e sarà inevitabilmente più stanco alla fine della sessione di allenamento.

La muscolatura superiore è tra le maggiormente sollecitate, per cui muscoli e tendini ben allenati sopporteranno meglio le sollecitazioni dei colpi e il fucile da tiro stesso.

Gambe toniche e muscolose consentiranno di mantenere una posizione da tiro corretta e stabile durante tutte le serie.

Molto importanti nella torsione del busto che serve per colpire il bersaglio sono gli addominali e i muscoli lombari, anch’essi da allenare.

Il movimento aerobico, come una buona “corsetta” di 50-60 minuti o una sessione di nuoto per 2-3 volte a settimana, unite a un po’ di potenziamento in palestra, sono tutte attività utili ad allenare i diversi muscoli interessati nel tiro a volo.

Un buon allenamento contribuisce a sviluppare anche una maggior attitudine a rimanere concentrati durante le sessioni, perché lo sforzo e la fatica sono nemici della concentrazione.

L’allenamento mentale è determinante per diventare un buon tiratore. Una mente rilassata è sempre la miglior alleata!

Per colpire il piattello, non devi pensare ad altro che a quel singolo piattello.

Tiro a volo: la giusta postura

C’è chi dice che chi trova la giusta postura è già a metà dell’opera.

Forse è un’affermazione un po’ troppo ottimistica, ma la postura è davvero un aspetto fondamentale che ogni tiratore o cacciatore dovrà curare trovandosi al campo di tiro a volo.

Piede sinistro avanti e destro spostato leggermente, viceversa per i mancini, sono il primo passo per mantenere equilibrio e stabilità durante la torsione del busto che serve per colpire il piattello.

La posizione dei piedi cambia angolazione in base al tipo di piattello lanciato.

La tecnica di tiro migliore consiste nel ragionare sulla traiettoria del piattello, precaricare il busto verso la macchina che lo lancerà e al momento della chiamata, inseguire il piattello fino a superarlo e sparare il colpo con il giusto anticipo, evitando strappi durante la fase di pressione del dito indice sul grilletto.

Tiro a volo: la cura dell’alimentazione

Importante è non sentirsi appesantiti durante le sessioni di tiro, che siano allenamenti o competizioni, ma privilegiare alimenti ricchi dal punto di vista energetico.

Colazioni con carboidrati, proteine e grassi sono consigliate, unite a frutta secca e bevande energetiche, ma mai gassate, durante gli allenamenti.

Dopo la serie, sono da prediligere tutti quegli alimenti che non comportano lunghe e faticose digestioni.

Tiro a volo: la respirazione

Controllare la respirazione è importante in tutti gli sport, perché con l’aumento dell’apporto di ossigeno nel sangue si riduce lo stato d’ansia e il ritmo cardiaco, migliorando di conseguenza la prestazione sportiva.

Può far sorridere sentirlo, ma il tiratore o il cacciatore che praticano Sporting e Compak devono vestire per un po’ i panni del cantante.

Infatti, respirare con il diaframma permette di avere maggior controllo e allo stesso tempo è un proficuo esercizio di concentrazione e rilassamento.

Tiro a volo: la presa e l’imbracciata fanno la differenza

Migliorare la tecnica di imbracciata del fucile può determinare il successo o meno della giornata.

Più confidenza si ha con la propria arma, più naturale risulterà il movimento del tiro, un po’ come per gli strumenti musicali, che dopo ogni nota diventano più familiari.

La memoria del corpo accompagna quella della mente.

Un esercizio che alcuni istruttori consigliano è quello di esercitarsi a casa, con il fucile scarico, mimando i movimenti che si fanno in pedana.

Affinity 3 Sporting Wood, nella nuova versione con carcassa chiara e calciatura in legno, e Feeling Sporting sono fucili semiautomatici e sovrapposti da tiro dedicati al Percorso caccia.

Estremamente ergonomici e naturali da imbracciare, sono i perfetti alleati per allenarsi al capo da tiro in vista della prossima stagione venatoria.

Affinity 3 Sporting Wood è un semiautomatico disponibile in cal. 12 e 20, con strozzatori Knurled (50+20) da *,***,**** in dotazione e calciolo TSA Recoil Pad, che aiuta ad assorbire la sensazione di rinculo, riducendo le numerose sollecitazioni alla spalla tipiche del tiro a volo.

Feeling Sporting è un fucile sovrapposto in cal. 12 con canne da 71/76 cm, con bindella flat da 11 mm con linea di mira, scatto regolabile in avanti e indietro, pieghe da 57/36 e cinque strozzatori interni-esteri (50+20) da * a *****.

Affinity 3 Sporting Wood

Affinity 3 Sporting Wood

Tiro a volo: l’importanza di avere “occhi ben aperti”

Sparare con entrambi gli occhi aperti è un aspetto da allenare per migliorare nel tiro a volo. Questo perché il nostro cervello immagazzina più informazioni se supportato da maggiori percezioni visive.

Infatti, entrambi gli occhi aperti aumentano il campo visivo e, così facendo, anche i piattelli con angolazioni estreme riusciranno a essere visti correttamente.

Per questa stessa ragione, mirare con un solo occhio comporta il rischio di ritardare il tiro e di non colpire il piattello, perché tenendo un occhio chiuso durante la mira, si avrà una diminuzione del campo visivo e maggiore difficoltà nel localizzare la partenza di alcuni piattelli.

Da qui l’importanza di avere occhi ben aperti!

Tiro a volo: imparare dai professionisti

Il famoso “nessuno nasce imparato” che ci si sente ripetere fin dall’infanzia è quantomai appropriato a chi si approccia al tiro a volo.

Per affinare la propria tecnica, è consigliabile affidarsi a mani esperte che correggano tutti i piccoli errori di impostazione in cui si può incappare, in modo da assimilare fin da subito quei trucchetti che servono a migliorare ogni dettaglio.

E ora l’ultimo e più importante consiglio… non dimenticare mai di divertirsi!