La caccia alla beccaccia è un’attività venatoria tra le più difficili e affascinanti, che si vive e condivide con il proprio ausiliare. Come addestrare un cane da beccacce?

La magia di ritrovarsi in compagnia del proprio cane nel silenzio della natura, col solo il lieve rumore degli scarponi sul terreno, mentre si respirano aria pulita e profumo di bosco, in attesa che la regina possa apparire da un momento all’altro… sono tutte sensazioni che l’appassionato di caccia alla beccaccia conosce perfettamente.

La scolopax rusticola è un selvatico ammaliante, non per niente la chiamano la regina del bosco. Per molti cacciatori è stato amore a prima vista e dalla loro prima cacciata sono disposti a lunghe camminate solitarie anche solo per vederla involarsi nell’aria. Tenacia, passione e dedizione sono le parole d’ordine per arrivare a insidiare questo selvatico. Il volo della beccaccia è saettante e improvviso, la sfida che ogni volta lancia al cacciatore e al suo ausiliare difficile ed elettrizzante insieme.

Specializzazione è un concetto fondamentale per questa attività venatoria, che rimane tra le più amate nel nostro paese. Strumenti e accessori sono studiati per massimizzare comfort ed efficacia. Dai vestiti, leggeri e comodi, creati per le intense giornate di caccia che la regina richiede, alle cartucce, che devono essere efficaci sia per i tiri più ravvicinati che per quelli più lontani, solitamente a 30-35 m nel fitto del bosco.

Molti sono i fucili specialistici dedicati a questo selvatico, come il Feeling Beccaccia e il Feeling Beccaccia Select, sovrapposti con bascula in lega leggera Ergal e canne corte da 62 e 66 cm a seconda dei calibri, studiati per i tiri insidiosi e complessi tipici di questa caccia. Inoltre, entrambi i modelli sono dotati di strozzatori rigati Paradox, nei calibri 12 e 20, che allargano le rosate per essere ancora più efficaci nei tiri ravvicinati. La facilità di imbracciata e il peso leggero, che varia dai 2,3 ai 2,6 Kg, rendono questi fucili sovrapposti perfetti per le lunghe e faticose giornate di caccia alla beccaccia.

La specializzazione è richiesta anche per i nostri fedeli amici a quattro zampe, il cui lavoro è fondamentale per vincere la sfida con a regina del bosco ed è uno degli aspetti che ogni cacciatore cinofilo ama di più di questa tipologia venatoria.

Addestrare un cane da beccaccia non è un gioco da ragazzi e non esiste una ricetta perfetta, né una razza ideale. Ci sono ausiliari che, pur essendo buoni cani da caccia, forse non sono adatti alla beccaccia. Poi ci sono quei cani che si possono definire dei veri “specialisti”, grazie al loro istinto innato e all’esperienza. Ecco 10 consigli su come addestrare un cane per la caccia alla beccaccia.

Numero 1 · IMPEGNO E COSTANZA. Il primo consiglio è rivolto a noi stessi ed è alla base di qualsiasi addestramento, perché senza regolarità nelle uscite e pazienza, anche il più promettente dei cuccioloni non diventerà mai un cane da beccaccia. I tranelli che dovrà imparare a eludere sono innumerevoli: la beccaccia è uno dei selvatici più astuti e potrà fare dei voli di 10-20 m per far perdere le proprie tracce, rimanendo vicina e, una volta scampato il pericolo, involarsi dietro le spalle di cane e cacciatore; oppure effettuare traiettorie elusive e non rette, battendo luoghi che solo lei conosce. Qui il cane specialista fa la differenza!

Numero 2 · SAGGIARE LE DOTI VENATORIE DEL CUCCIOLO. La capacità di assimilazione nel cucciolo medio comincia già a una ventina di giorni dalla nascita. Questo non significa dover sovraccaricare il cucciolo, ma è importante sfruttare gradatamente e correttamente il periodo dell’infanzia per iniziare a stimolarlo e scoprire le sue attitudini. Legando l’ala di un qualsiasi selvatico a un bastoncino con uno spago, la si farà volare davanti al cane che, dopo alcuni tentativi di prenderla, si fermerà a osservarla, come a indicare il “selvatico” davanti a sé. Chiaro che il nostro ausiliare si dovrà abituare a fermare a naso e non a vista, ma questo è il primissimo approccio all’effluvio del selvatico… e da qualche parte si deve pure partire!

Numero 3 · QUAGLIA SÍ, QUAGLIA NO? Importante è l’incontro con il selvatico vero e proprio, che può essere una beccaccia già cacciata. Code scodinzolanti, atteggiamento curioso e avvicinamento di solito, se il selvatico era già stato abbattuto, si concludono con un abboccamento trionfale. Alcuni cacciatori usano le quagliette da voliera per far abituare i cuccioli all’odore. Questo però può portare il cucciolo ad assimilare dei vizi, come la cerca a testa bassa e non all’orizzonte o la coda in movimento, soprattutto nella cerca delle razze da ferma inglesi.uQuessdddfsds

Numero 4 · PORTARE FUORI IL CUCCIOLONE NELL’AMBIENTE DI CACCIA. Le prime uscite nel vero ambiente di caccia sono fondamentali per far abituare il cane agli odori del bosco e fargli capire come fiutare il vento, confrontarsi con il selvatico, rimanere alla giusta distanza dal cacciatore. L’ambiente del bosco è diverso da quello a cui è abituato, per cui è importante che il cucciolone sia già ben educato.

Può essere utile portare fuori il cane nel periodo che precede la migrazione, circa un mese prima e per almeno due volte a settimana, per fargli acquisire dimestichezza con le variazioni di odori che incontrerà nella vera caccia alla beccaccia.

Numero 5 · AFFIANCARE IL CUCCIOLONE A UN CANE PIÙ GRANDE. L’affiancamento a un cane esperto è molto utile per consolidare il dressaggio. Tra una sgambata e l’altra, questo infonderà coraggio e sicurezza al cucciolone, che ne assorbirà le buone abitudini. In queste uscite è importante simulare in tutto e per tutto una vera azione di caccia. Silenzio, movimenti, ritmi dovranno essere gli stessi di quando insidieremo la beccaccia.

cane da caccia alla beccaccia fucili sovrapposti

Numero 6 · FAR ABITUARE IL CANE AD ALTRI SELVATICI. La regina del bosco, si sa, è uno degli scolopacidi più sfidanti. Per questo per addestrare un cane specialistico è utile farlo abituare anche ad altri selvatici. Molti cacciatori avranno già portato il proprio ausiliare a quaglie, starne o fagiani. Solo affinandone l’obbedienza e la capacità di restare collegato al proprio conduttore, il cane sarà pronto alle prime uscite a beccacce.

Numero 7 · ESPERIENZA, ESPERIENZA, ESPERIENZA. Quante volte abbiamo sentito dire: “Nessuno nasce imparato!” Mai detto fu più appropriato. Anche il cane da beccacce ha bisogno di tempo per “farsi le ossa”. L’esperienza è un elemento fondamentale nell’addestramento ed è per questo che molti beccacciai scelgono di mandare il cane in dressaggio all’estero intorno ai 10 mesi, in modo che il cucciolone sia addestrato anche su altri selvatici.

Numero 8 · DIETA CORRETTA. La dieta di un cane da beccacce deve essere semplice, con una non eccessiva presenza di grassi e una buona quantità di carboidrati. La digestione dei cani è più lunga della nostra, quindi è una buona abitudine anticipare il pasto serale di qualche ora, in modo che il cane sarà leggero il mattino di caccia.

Numero 9 · PREPARAZIONE FISICA. Anche i nostri fedeli ausiliari sono degli atleti e come noi hanno bisogno di una buona preparazione fisica, specialmente per una caccia fisicamente impegnativa come quella alla beccaccia. Il consiglio è quello di non esagerare portando il cane in overtraining, ma predisporre un giusto allenamento con sedute che partiranno da 15-30 min per 2 o 3 volte alla settimana, fino ad arrivare a 1-2 ore e mezza, per prepararlo a ogni terreno.

Numero 10 · SANO DIVERTIMENTO. La caccia è un piacere e condividerla con i nostri amici a quattro zampe rende tutto più magico. La sintonia con il proprio cane si instaura nelle piccole cose che succedono durante la giornata di caccia, per cui l’ultimo, non pratico, consiglio è… divertitevi con loro!